LA VISITA CARDIOLOGICA

 

Controlliamo il cuore quando stiamo bene ….

Il cuore è l’organo vitale per eccellenza. Controllare il cuore quando stiamo bene con un check-up cardiologico è un buon modo per prevenire malattie che potrebbero interessarlo; individuare con tempestività un problema cardiaco anche minimo, o identificare e correggere fattori di rischio cardiovascolari che a distanza di tempo possono causare malattie cardiache, può prevenire conseguenze in futuro.

Identificare correttamente il livello di rischio cardiovascolare di ciascuno e attuare le adeguate strategie mediche di prevenzione cardio-vascolare, che devono essere personalizzate, è fondamentale. Come per le auto, anche per il nostro corpo c'è bisogno di un “tagliando” periodico per verificare che tutto vada bene, per identificare e correggere problemi che non sapevamo di avere. 

La visita cardiologica (possibilmente sempre associata all'elettrocardiogramma – registrazione dell’attività elettrica del cuore) è la prima valutazione che si dovrebbe eseguire quando si vuole escludere un problema cardiologico. Sarà poi il cardiologo che, sulla base della visita stessa, richiederà eventualmente altri accertamenti, come l’ecografia del cuore.

Molti, ancora oggi, sono convinti che la visita cardiologica, le analisi di laboratorio e gli esami strumentali si debbano effettuare soltanto in caso di malore o di segni e sintomi evidenti, in persone che stanno poco bene; invece la prevenzione, anche quando apparentemente si sta bene, soprattutto in uomini che hanno superato 40 anni e donne con più di 50 anni, magari con parenti che hanno avuto una malattia cardiovascolare, è sempre l'arma più efficace per combattere ed evitare le malattie del cuore.

La prevenzione cardiovascolare è ancora bassa, sia nei giovani che nelle persone meno giovani apparentemente a basso rischio cardiovascolare. Le evidenze dimostrano come il rischio cardiovascolare cominci ad aumentare in giovane età, come aumentino rapidamente i pazienti obesi e diabetici, come sia frequente l’ipertensione arteriosa, come le manifestazioni cliniche dell’aterosclerosi aumentino tra le giovani generazioni, e che le misure preventive sono utili in tutte le fasce di età anche negli anziani.

 

Non sottovalutare i sintomi ….

A volte si possono avere disturbi lievi e aspecifici, come la stanchezza, oppure la mancanza di fiato, lievi dolori al petto o svenimenti (sincopi) che possono essere causati tutti da malattie del cuore. Altre volte le malattie cardiache possono manifestarsi con aritmie come le extrasistoli, talvolta sintomatiche per palpitazioni.

Questi sintomi sono spesso sottovalutati, e non sono presi in considerazione, senza fare accertamenti cardiologici che potrebbero essere fondamentali.

Una finestra sul cuore ….

L’ecocardiogramma (ecocardio-colorDoppler) è un esame che, grazie all’utilizzo di ultrasuoni, consente di ricostruire e analizzare la struttura e la funzione del cuore. Gli ultrasuoni sono innocui, e spesso contribuiscono ad un primo accurato inquadramento dei problemi cardiologici del paziente. L’ecografia del cuore e l’elettrocardiogramma sono due tecniche diagnostiche che devono essere pensate come complementari; vi sono malattie che si riscontrano solo con l’elettrocardiogramma, e altre solo con l’ecocardiogramma, tanto che quest’ultimo in alcune situazioni cliniche può essere un esame decisivo.

I fattori di rischio cardio-vascolari ….

I fattori di rischio cardiovascolare sono rappresentati da quelle condizioni che aumentano la probabilità di avere una malattia del cuore o delle arterie; spesso questi fattori sono asintomatici, non danno disturbi anche se presenti, e quindi sono difficili da individuare se non li si va a cercare prima che l'individuo sviluppi la malattia cardiovascolare. Inoltre, i fattori di rischio hanno dei valori di riferimento diversi a seconda del profilo di rischio specifico dell’individuo, che è personalizzato e deve essere identificato con valutazioni e indagini appropriate effettuate dal cardiologo, per poi attuare adeguate strategie preventive individualizzate.

Per esempio, l'aumento della pressione arteriosa (l’ipertensione arteriosa) è molto frequente e purtroppo poco curata; inoltre quando già in terapia, spesso non controllata a sufficienza. L'ipertensione è un fattore di rischio subdolo perché è asintomatico. Chi ne è affetto abitualmente non accusa nessun disturbo per cui spesso non sa di averla. In caso di riscontro di elevati livelli di pressione arteriosa è opportuno affidarsi al cardiologo per effettuare un corretto inquadramento e per impostare una corretta terapia.

Anche l’aumento di colesterolo e glicemia (l’ipercolesterolemia e il diabete) sono fattori di rischio importanti.

Se non avete mai fatto esami del sangue o se sono trascorsi molti anni dall'ultimo controllo parlatene con il vostro medico che sarà certamente disponibile a richiedervi gli esami necessari.

Il cuore soffre in silenzio ….

Spesso, le malattie cardiologiche spesso decorrono all’inizio, e anche per molti anni, in maniera asintomatica o paucisintomatica, cioè senza dare sintomi, tanto da passare del tutto inosservate o da causare lievi malesseri passeggeri attribuiti al passare degli anni. Esse sono all’inizio spesso ignorate proprio perché non ci si è mai sottoposti ad un controllo specifico, per poi manifestarsi anche improvvisamente e drammaticamente quando ormai le condizioni del cuore sono compromesse, causando conseguenze anche irreversibili che potevano essere evitate con semplici interventi.

Alcuni esempi:

La cardiopatia ischemica cronica.

L'ischemia miocardica silente è una forma di ischemia asintomatica, che non dà sintomi. È una condizione frequente, spesso rilevata in maniera del tutto casuale in occasione di visite cardiologiche di controllo. Quasi la metà degli infarti (1 infarto su 2) può essere silenziosa, ovvero avvenire in maniera asintomatica, aumentando il rischio di morte del paziente se questo 'sfugge' alle cure. Ischemia silente può essere presente anche in persone già cardiopatiche (dopo un infarto, con angina, o con altri tipi di malattie come le aritmie o lo scompenso, il diabete, ecc.).

L'ischemia silente costituisce dunque un importante problema diagnostico e terapeutico, in quanto, non causando alla persona alcun sintomo o solo sintomi minimi e trascurati, viene spesso sottovalutata, nonostante essa sia associata a conseguenze anche gravi.

L’insufficienza cardiaca.

L'insufficienza cardiaca è la condizione nella quale il cuore ha una capacità di pompare inferiore alla norma. L'insufficienza cardiaca è una condizione molto comune, che giunge ad interessare oltre il 5% delle persone che hanno più di 70 anni, e può decorrere senza dare sintomi significativi anche fino a stadi avanzati, nelle quali il cuore è significativamente compromesso.

Può essere provocata da:

- pressione alta (ipertensione), specie se non curata o mal curata;

- malattia coronarica (cardiopatia ischemica, causata dalla malattia delle arterie che portano sangue arterioso al cuore), che può decorrere anche asintomatica e misconosciuta fino a quando non si fanno accertamenti in merito;

- malattie del muscolo cardiaco (cardiomiopatie), come la cardiomiopatia dilatativa idiopatica, il più delle volte di origine sconosciuta, a volte a carattere familiare; meno frequentemente conseguenza della assunzione di sostanze tossiche per il cuore (es. eccesso di bevande alcoliche o alcuni farmaci impiegati per la terapia dei tumori), o a infezioni virali (miocarditi);

- malattie delle valvole cardiache (valvulopatie) e le malformazioni del cuore presenti dalla nascita (cardiopatie congenite).

 

Le malattie delle valvole (valvulopatie).

Non è infrequente riscontrare malattie valvolari anche gravi, con ripercussioni sul cuore e con indicazione alla sostituzione o riparazione valvolare chirurgica, in persone senza disturbi o con disturbi modesti; ad esempio le insufficienze valvolari della mitrale in un sottostante prolasso mitralico anche misconosciuto, le stenosi aortiche calcifiche conseguenze di una degenerazione valvolare senile anche in una sottostante bicuspidia aortica misconosciuta o esito di una malattia reumatica trascorsa asintomatica in età infantile, le insufficienze della valvola aortica, ecc.

Tali malattie valvolari se non diagnosticate e corrette con tempestività possono determinare conseguenze sul cuore, sia di tipo strutturale, sia anche di tipo aritmico (vedi per esempio le extrasistoli, ma anche la fibrillazione atriale sintomatica per palpitazioni che può determinare ictus del cervello)

Le malformazioni congenite,

come la valvola aortica bicuspide o il prolasso valvolare mitralico, il forame ovale pervio, il difetto interventricolare, la pervietà del dotto arterioso di Botallo, ecc. Il termine "congenito" significa "esistente alla nascita". I difetti congeniti del cuore sono tra le malformazioni più frequenti. Le forme lievi presenti in soggetti senza di sintomi sono il gruppo più numeroso, e le persone affette da queste malformazioni possono arrivare all’età adulta senza essere a conoscenza di avere una malattia cardiaca.

Le aritmie.

L’aritmia è un battito irregolare del cuore; ci possono essere aritmie lente o aritmie veloci. Tra le più comuni ci sono le extrasistoli e la fibrillazione atriale.

I sintomi delle aritmie possono variare molto da persona a persona, talvolta possono essere totalmente assenti e il riscontro di un’aritmia può essere casuale e occasionale durante un controllo di routine.

I sintomi più frequenti delle aritmie sono le palpitazioni, sensazione di irregolarità del battito cardiaco, talora percepita come un senso di "vuoto" in mezzo al petto, oppure percezione di un “battito saltato” al polso. Le aritmie lente sono più spesso avvertite con vertigini, affaticamento e fiato corto e, nelle forme più gravi, si può arrivare alla perdita di coscienza (sincope).

Non sempre le palpitazioni o il riscontro di una aritmia cardiaca è da considerarsi espressione di una malattia del cuore. Ci possono essere persone che lamentano palpitazioni senza avere problemi aritmici o malattie cardiache significative; al contrario ci possono essere aritmie che non danno sintomi e che sono riscontrate in occasione di un controllo di routine, ma che se sono la spia di una malattia del cuore anche seria.

In generale la percezione di palpitazioni, affaticamento o svenimenti non deve essere mai sottovalutata e deve sempre essere indagata e approfondita, perché questi sintomi possono essere, fino a prova contraria, iniziali manifestazioni di malattie del cuore.

Inoltre, le aritmie possono avere come causa anche da alcune malattie sistemiche come le disfunzioni della ghiandola tiroide o le alterazioni degli elettroliti, in particolare del potassio.

A volte, nonostante tutte le indagini, non si riesce a identificare una causa precisa delle aritmie; ma anche in questi casi si può dare comunque una valutazione prognostica, cioè un grado di pericolosità dell’aritmia stessa.

L’aneurisma aortico,

è una dilatazione dell’aorta che spesso interessa l’aorta ascendente.

Tra le cause più comuni c’è la malattia aterosclerotica; i fumatori, i diabetici, i soggetti ipertesi e quelli con alti valori di colesterolo sono pertanto più a rischio. A questi fattori se ne aggiungono altri che possono contribuire alla sua insorgenza, tra cui la causa “genetica” e le malformazioni della valvola aortica.

Il rischio dell’aneurisma è quello della rottura improvvisa che provoca un’emorragia talmente estesa da portare alla morte del malato in pochi minuti. 

Nei soggetti affetti da aneurisma dell’aorta i sintomi sono assenti in quanto la sacca aneurismatica cresce piuttosto lentamente. È quindi importante la diagnosi precoce; infatti tale patologia può essere visualizzata con una semplice ecografia cardiaca, che è quindi fondamentale per la diagnosi precoce, e che consente di intervenire prima che l’aneurisma si rompa, anche in persone del tutto asintomatiche.

Prevenzione nelle persone che hanno avuto problemi al cuore e alle arterie ….

Anche in persone che hanno già avuto problematiche cardio-vascolari (ischemie e infarti, scompensi cardiaci, diabete complicato, malattie delle valvole del cuore, arteriopatie delle gambe, ictus e ischemie del cervello, ecc.) la prevenzione cardiovascolare secondaria è fondamentale ma prescritta ed applicata meno di quanto si dovrebbe.

Nell’attuale contesto sanitario, così fortemente orientato alla gestione del paziente in acuto e alla riduzione dei tempi di degenza, si avverte un crescente bisogno di assistenza e di intervento per la cura nella fase postacuta e cronica.

Le visite cliniche periodiche sono metodi efficaci di prevenzione secondaria in persone che hanno già avuto problemi cardiovascolari, per una verifica della stabilità clinica, un’accurata stratificazione prognostica, l’ottimizzazione del controllo dei fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete spesso non adeguatamente trattati e il cui controllo è fondamentale per una maggiore durata di vita con una migliore qualità) e il monitoraggio clinico che consente il riscontro tempestivo della progressione e peggioramento della malattia di base

 

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